In base alla regola empirica che si usa per il plurale dei nomi in ➔-cia, -gia, -scia, la grafia corrente del plurale di ciliegia è ciliegie. Tuttavia, fino alla metà del secolo scorso ha avuto una certa diffusione anche la grafia ciliege (latino *cereseae).
Questo perché si è stabilito che nelle parole che finiscono in -cia o -gia, se le particelle sono seguite da una vocale fanno il plurale in -cie e -gie: valigia, valigie; ciliegia, ciliegie; camicia, camicie.
Eccola: – le parole dove le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale fanno il plurale in -cie e -gie: dunque ciliegie, camicie, grigie, micie, valigie; – le parole dove -cia e -gia sono precedute da consonante fanno il plurale in -ce e -ge: province, pance, pronunce, bisacce, gocce, orge.
Dal primo derivano frutti come visciole, amarene e marasche, ed è all'origine del termine dialettale con cui, in diverse regioni italiane, si fa riferimento alla ciliegia: da scirésa a sresa, passando per i vari cilesa, sarésa o ziresa (in uso soprattutto al Nord), fino a cerasa, com'è chiamata in gran parte del Centro ...
Le ciliegie sono il frutto, o meglio la drupa, di alcune specie botaniche del genere Prunus, soprattutto Prunus avium L. (ciliegio selvatico) e Prunus cerasus L. (amareno o amarasco), appartenenti alla famiglia delle Rosaceae.