Domanda di: Ing. Amerigo Moretti | Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2026 Valutazione: 4.4/5
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Il plurale del pronome personale soggetto o complemento maschile "lui" è loro (oppure, talvolta, essi). Se "loro" è usato come aggettivo possessivo, rimane invariabile sia al maschile che al femminile, sia al singolare che al plurale (es. il loro libro / i loro libri).
Per riassumere, l'uso di gli in luogo di loro, a loro, a essi e a esse è da considerare senz'altro corretto (Ora vado dai tuoi amici e gli dico che la devono smettere di fare chiasso), tranne che, forse, nel caso di registri altamente formali (Il parroco espresse loro le sue più sentite condoglianze).
"A loro gli" è una forma colloquiale, accettata nell'italiano moderno informale, dove "gli" sostituisce "a loro" (complemento indiretto), mentre "li" si usa per "loro" come complemento oggetto (es. "li vedo" = vedo loro), ma "gli" è corretto e comune per "a lui" e "a loro" (es. "gli dico" = dico a lui/loro), mentre in contesti formali si preferisce "a loro" per il plurale.
a: se li vedete, dite loro (ma nel linguaggio fam., spec. se non c'è ambiguità, ditegli; o con a pleonastico: chi glielo dice a loro?). Come compl. oggetto, solo in posizione di rilievo: ho chiamato loro non voi; così nelle esclamazioni: beati loro!
I mercati predominanti per l'oro sono quattro: da un lato viene utilizzato per creare gioielli o come componente di applicazioni tecnologiche, dall'altro viene depositato nelle banche centrali o negoziato dagli investitori. Circa la metà di tutto l'oro viene trasformata in gioielli.