Qual è il sintomo più caratteristico della setticemia?

Domanda di: Ing. Ferdinando De Santis  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Per arrivare alla diagnosi di shock settico, il paziente deve soffrire dei sintomi della setticemia o sepsi grave (in particolare confusione, disorientamento, diarrea, nausea e/o vomito e pelle fredda e pallida), unita a una pressione estremamente bassa e che non risponde più a eventuali trattamenti.

Quando una persona va in setticemia?

Per setticemia, o sepsi, s'intende la presenza massiva, nel torrente circolatorio, di specie di batteri patogeni. Rappresenta una grave complicazione di un'infezione batterica in atto nell'organismo, a partire da un focolaio "settico" (per es. meningite, ascesso dentario, otite).

Cosa succede se si va in setticemia?

La maggior parte dei pazienti che supera un episodio di sepsi, non riporta conseguenze a lungo termine, altri, invece, possono andare incontro a danni d'organo permanenti, come un'insufficienza renale che necessita di dialisi a vita o un danno al sistema immunitario, che risulterà permanentemente indebolito.

Quali sono i segnali di una infezione?

Il sintomo che caratterizza tutte le infezioni è la febbre, accompagnata spesso da stanchezza, malessere, dolori muscolari e ossei. Gli altri sintomi sono variabili e dipendono sia dal microrganismo sia dalle caratteristiche della persona colpita.

Come capire se si ha la sepsi?

  • sensazione di mancamento o grave debolezza.
  • alterazioni dello stato mentale (confusione o disorientamento)
  • diarrea.
  • nausea e vomito.
  • difficoltà respiratorie.
  • significativa riduzione della produzione di urine (come, ad esempio, assenza totale di urina per 24 ore consecutive)
  • pelle fredda, umida e pallida o a chiazze.

Setticemia, prevenzione e diagnosi. Intervista al prof. Gabriele Sganga