Domanda di: Luce Bellini | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2026 Valutazione: 4.2/5
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Milano è considerata la principale "capitale arcobaleno" d'Italia, distinguendosi come la città con la più vivace comunità LGBTQ+ e il maggior numero di locali, eventi (come il Milano Pride) e quartieri inclusivi, tra cui spiccano Porta Venezia e NoLo. Roma e Bologna sono altrettanto riconosciute come poli fondamentali per la comunità.
Non c'è un unico "paese più gay friendly", ma diverse classifiche indicano costantemente Canada, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Malta e Portogallo come i più inclusivi, grazie a leggi avanzate e alta accettazione sociale, con destinazioni specifiche come Barcellona, Sitges, Lisbona e Amsterdam particolarmente accoglienti per la comunità LGBTQ+.
L'opinione pubblica sull'omosessualità è generalmente considerata sempre più aperta, più o meno in linea con la media europea. Ciononostante, nel paese sono ancora numerosi i casi di discriminazione nei confronti delle persone LGBT.
Questa percentuale varia notevolmente tra le generazioni: da una media, nei 30 Paesi, del 18% tra i GenZ al 4% tra i Baby Boomers. A livello geografico, Spagna, Brasile e Olanda sono i Paesi ad avere il maggior numero di persone che si identificano come omosessuali, bisessuali, pansessuali/omnisessuale o asessuali.
L'Imām Shāfiʿī considera il sesso omosessuale analogo agli altri zināʾ (sesso prematrimoniale, fuori dal matrimonio). Così, se si scopre che una persona sposata ha avuto rapporti omosessuali viene punita come un adultero (lapidato a morte), e una persona non sposata viene punita come fornicatore (frustato).