Con Urbano VIII e Benedetto XIV si elaborarono norme ancora più precise, definendo la distinzione fra beati e santi: il beato gode solamente di un culto pubblico locale, il santo, invece, viene proposto al culto della Chiesa universale.
Il candidato, per diventare ufficialmente santo, deve essere prima riconosciuto servo di Dio, poi venerabile e poi beato. È definito servo di Dio dal momento in cui viene aperto il processo e in attesa che si verifichi un miracolo attribuibile al suo intervento.
Il beato può diventare santo dopo un'apposita procedura che in genere dura alcuni anni. La decisione di un esito positivo o meno del processo spetta al Pontefice e si sancisce attraverso un atto pontificio.
Qual è la differenza tra beatificazione e santificazione?
"Beatificazione" è il riconoscimento formale, da parte della Chiesa, dell'ascensione di una persona defunta al Paradiso. Tuttavia però i beati non possono ancora essere considerati formalmente santi. Lo stato di santità viene riconosciuto al termine di un processo più lungo che prende il nome di "canonizzazione".
Salvo disposizione papale, per far sì che un Venerabile venga dichiarato Beato è necessario che siano passati almeno cinque anni dalla morte e che si sia verificato un miracolo ascrivibile all'intercessione del candidato stesso.