Bere troppa acqua, definita come un'assunzione eccessiva, può portare all'iperidratazione, una condizione che causa la riduzione dei livelli di sodio nel sangue, nota come iponatriemia (o intossicazione da acqua). Quando l'assunzione di liquidi supera la capacità dei reni di eliminarli, il sangue si diluisce, mettendo a rischio la salute. La compulsione a bere può derivare da un disturbo psichico chiamato polidipsia psicogena o potomania.
Anche se bere in abbondanza è una buona abitudine, la necessità di farlo di continuo può essere la spia di un disturbo fisico o psicologico. La sete eccessiva può ad esempio essere un sintomo di iperglicemia, oppure di un'emorragia o di una malattia psichiatrica, la polidipsia psicogena.
Cosa significa quando una persona beve troppa acqua?
Quando si beve troppa acqua, infatti, i reni oltre un certo limite non riescono a filtrarla ed espellerla adeguatamente. Tale fenomeno è accentuato nei soggetti con insufficienza renale o cardiaca cronica.
Bere troppa acqua, però, può creare problemi di salute, anche seri, e si rischia di diventare “aquaholist”, cioè soffrire di una vera e propria dipendenza, con la necessità di dover assumere liquidi di continuo.
La polidipsia psicogena (Psychogenic polydipsia, PPD), definita anche potomania, è un disturbo clinico caratterizzato da un'assunzione eccessiva di liquidi, proporzionata rispetto al fabbisogno dell'organismo, in assenza dello stimolo fisiologico della sete.