Qual è la morale della favola il topo che mangia i gatti?
Domanda di: Pietro Benedetti | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2026 Valutazione: 4.5/5
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La favola de "Il gatto e i topi" di Esopo insegna l'importanza della prudenza e della scaltrezza. Il topo evita di avvicinarsi al gatto appeso, capendo che l'apparente innocuità del nemico (a volte il "gatto morto") non cancella il pericolo reale, invitando a non lasciarsi ingannare dalle apparenze o da situazioni ambigue per evitare tragiche conseguenze.
L'immagine del topo rodente, ad esempio, può facilmente richiamare la precarietà dell'esistenza e l'incessabile trascorrere del tempo che tutto corrode. Il topo è anche legato alla terra e alla rinascita, ed era collegato al dio Apollo.
la favola è accompagnata da una morale, cioè da un insegnamento relativo a un principio etico o un comportamento, che spesso è formulato esplicitamente alla fine della narrazione; la morale nelle fiabe in genere è sottintesa e non centrale ai fini della narrazione.
È un proverbio che sentivo spesso da mia mamma, quando avevo dei comportamenti simili ai suoi. La traduzione letterale è: “Il figlio di un gatto, caccia i topi” e si utilizza per dire che i figli spesso tendono a sviluppare abitudini, conoscenze e abilità dei genitori.
Leonardo e Michelangelo si detestavano fra loro. Quando si incontravano si prendevano a maleparole, c'era una rivalità personale. Erano anche molto diversi. Erano entrambi omosessuali ma Leonardo la viveva con gioia mentre Michelangelo era tormentato, oppresso dai sensi di colpa.