Domanda di: Vera Sorrentino | Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2026 Valutazione: 5/5
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Tra i farmaci più comunemente prescritti troviamo gli antiaggreganti piastrinici o antitrombotici. Sono farmaci come l'aspirina a basso dosaggio e il clopidogrel che impediscono alle piastrine del sangue di aggregarsi e formare coaguli, essenziali per prevenire nuove occlusioni nelle arterie.
La nuova molecola si chiama clopidogrel e diminuisce del 20% il rischio d'infarto, consentendo di evitare più di 2.000 infarti l'anno solo nel nostro Paese.
Il bisoprololo e il metoprololo sono considerati beta-bloccanti cardioselettivi, che agiscono principalmente sui recettori beta-1 adrenergici. Il carvedilolo, beta-bloccante non selettivo, è anche un vasodilatatore con effetti alfa-bloccanti e antiossidanti.
Prima di un infarto, il dolore si manifesta tipicamente con una sensazione di pesantezza, oppressione o costrizione al petto, che può irradiarsi a braccio sinistro (ma a volte entrambi), schiena, collo, mascella (mandibola) o stomaco, spesso accompagnato da fiato corto, sudorazione fredda, nausea, pallore e debolezza, con segnali che possono variare, soprattutto nelle donne, includendo anche formicolii o disturbi digestivi. È fondamentale chiamare subito i soccorsi (118 o 112) se si sospetta un infarto.