Qual è la regola del plurale?

Domanda di: Giacobbe Conte  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
Valutazione: 5/5 (67 voti)

Se la parola ha l'accento sulla penultima sillaba, come la maggior parte dei sostantivi italiani, si avrà il più delle volte -chi e -ghi: sacco, sacchi, lago, laghi. In caso contrario, il plurale è di solito in -ci e -gi: medico, medici, psicologo, psicologi. Restano in ogni caso diverse eccezioni (es. amico, amici).

Come funziona il plurale in italiano?

Il plurale indica un cambiamento di numero (da “uno” si passa a “più di uno”). Pertanto in italiano il plurale si forma cambiando la desinenza del singolare, ossia l'elemento variabile che si trova alla fine di ogni parola e che indica genere e numero nei nomi; modo, tempo e persona nei verbi.

Quando mettere la I plurale?

Per ricordare in quali casi la i si mantiene e in quali si perde, basta fare attenzione a un particolare: se la c e la g sono precedute da una vocale (ciliegia, camicia, fiducia), allora la i si mantiene nel plurale; se invece la c e la g sono precedute da una consonante (pioggia, pancia), allora la i si elimina.

Cosa indica il plurale?

e s. m. [dal lat. pluralis, der. di plus pluris «più»]. – Che si riferisce a più persone o cose, che indica o esprime il concetto della molteplicità.

Come spiegare il plurale ai bambini?

Un nome è plurale quando indica due o più persone, animali o cose. Possiamo distinguere i nomi singolari da quelli plurali analizzando la desinenza: i primi finiscono in -a, -o, -e; i secondi finiscono in -i o -e. Esempio: “bambino” ha la desinenza -o. Esempio: “bambini” ha la desinenza -i.

Le pluriel (règle générale et cas particuliers) – Il plurale (regola generale e casi particolari)