Domanda di: Ing. Arcibaldo Bianco | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026 Valutazione: 4.8/5
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L'età spesso considerata più complessa e a rischio durante l'adolescenza è intorno ai 14-15 anni (14,38 anni secondo alcune ricerche), fase in cui si concentrano picchi di insicurezza, comportamenti rischiosi e cambiamenti cerebrali. Questo periodo, centrale nella pubertà, è caratterizzato da forte impulsività e instabilità emotiva, rendendolo particolarmente sfidante.
L'età critica, dunque, è fra i 55 e i 70: è lì che si decide il proprio futuro. E non a caso il titolo della Conferenza di Venezia di quest'anno è proprio «The lives to come», e cioè «Come vivremo».
Oggi, con il termine adolescenza, in psicologia ci si riferisce a quel periodo che va dai 13-14 anni ai 18, l'età in cui convenzionalmente si ritiene che si raggiunga l'età adulta.
Sì, a 14 anni si cresce ancora, spesso in fase di pieno "scatto di crescita" adolescenziale, specialmente per i maschi, mentre nelle ragazze la crescita continua anche dopo il primo ciclo mestruale (menarca), anche se con un ritmo che tende a diminuire. La crescita si conclude con la chiusura delle cartilagini di accrescimento, solitamente tra i 16 e i 18 anni (un po' prima nelle femmine), ma può variare.
A 12 anni, nei primi anni dell'adolescenza, avvengono molti cambiamenti a livello cerebrale che predispongono alla comparsa di alcune caratteristiche mentali, tra cui la ricerca di novità, il coinvolgimento sociale, una maggiore intensità emotiva e l'esplorazione creativa.