Qual è l'imperfetto di cortesia?

Domanda di: Gastone Moretti  |  Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2026
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L'imperfetto di cortesia è un uso modale del tempo imperfetto indicativo (es. volevo, cercavo, desideravo) impiegato per formulare richieste, domande o intenzioni nel presente in modo più gentile, attenuato e meno diretto rispetto al presente indicativo.

Cos'è l'imperfetto di cortesia?

Imperfetto di modestia o di cortesia

Si parla in questo caso di imperfetto di modestia (o desiderativo, o ancora imperfetto di cortesia): Volevo ancora dire qualcosa (al posto di voglio o vorrei) Venivo a controllare come stai (al posto di vengo o sono venuto).

Quali sono le formule di cortesia?

Le formule di cortesia in italiano includono i saluti (Buongiorno, Arrivederci, Ciao), espressioni per le richieste (Per favore, Per cortesia, Vorrei) e le formule di chiusura (Cordiali saluti, Distinti saluti, La ringrazio), basate sull'uso del pronome formale "Lei" (verbi alla terza persona singolare) per mostrare rispetto in contesti formali, a differenza del "tu" informale.

Come si forma l'imperfetto?

L'imperfetto si forma togliendo la desinenza dell'infinito (-are, -ere, -ire) e aggiungendo le desinenze specifiche con la "v": -avo, -avi, -ava, -avamo, -avate, -avano (per i -are), -evo, -evi, -eva, -evamo, -evate, -evano (per i -ere), -ivo, -ivi, -iva, -ivamo, -ivate, -ivano (per i -ire). I verbi irregolari più importanti sono essere (io ero, tu eri, ecc.) e fare, dire, bere, che seguono una coniugazione particolare (io facevo, tu facevi, ecc.).

Qual è la forma di cortesia?

La forma di cortesia (LEI), invece, è utilizzata in contesti più formali, soprattutto in determinate circostanze: con persone di riguardo (un medico, un avvocato, un presidente, un capo, un professore…) in luoghi pubblici, con il personale (come negozi, alberghi, ristoranti, banche e simili)

"Volevo..." - Uso dell'imperfetto indicativo italiano per richieste - imperfetto di cortesia.