Nella storia occidentale, il colore associato al lutto e alla morte è il nero. In altre parti del mondo, per ragioni religiose o culturali, i colori del lutto possono essere diversi, dal rosso al bianco.
Questo finché Maria Stuarda ordinò che per la sua veglia funebre venissero indossati solo abiti neri, come da usanza spagnola. Da qui la scelta del nero è diventata consuetudine. Il nero, infatti, è un non colore e come tale è simbolo dell'assenza di luce, dell'oscuro e di quello che non conosciamo, la morte appunto.
Nella simbologia orientale il colore del lutto è invece il bianco. Si usa in Cina e anche in Giappone, dove tuttavia si è diffuso anche l'uso occidentale del nero. Per questa ragione il kouden, cioè il sacchetto per raccogliere le offerte durante le funzioni funebri, ha un cordoncino nero e uno bianco.
L'abbigliamento che non è nero è generalmente accettabile, purché non sia colorato. Le camicie/abiti devono coprire fino al collo; nessun colletto aperto. I pantaloni/abiti devono coprire le ginocchia; niente pantaloncini o minigonne. Evita le infradito o le scarpe da ginnastica.
Il consiglio che daranno tutte le onoranze funebri è quello di far indossare abiti non attillati dato che il corpo del morto tende a dilatarsi e a irrigidirsi. Meglio una vestibilità comoda. Poi bisogna tenere conto dell'età: se è anziano, uomo o donna che sia, si opta per vestirlo con abiti scuri ed eleganti.