L'accoppiamento delle mantidi è caratterizzato da cannibalismo post-nuziale: la femmina, dopo essersi accoppiata, o anche durante l'atto, divora il maschio partendo dalla testa mentre gli organi genitali proseguono nell'accoppiamento.
La mantide femmina si ciba del maschio per trarre le energie necessarie a produrre e a far crescere le sue uova. Anche se la vicenda può risultare terribile e da film dell'orrore questo comportamento non è poi così inusuale nel mondo degli animali.
Le femmine di ragni e tarantole che si cibano del maschio dopo l'accoppiamento ne sfruttano calorie e proteine per produrre un 30% in più di uova, aumentando in questo modo le probabilità di continuità della specie.
Ecco alcuni esempi. I partner del polpo (veri e propri spettacoli multicolori), ad esempio, muoiono tutti e due, anche se con tempi diversi. Dopo aver fertilizzato le uova della femmina, i maschi alla fine, passano a miglior vita. Le femmine invece, aspettano che le 100-400 mila uova deposte si schiudano.
Pur essendo piuttosto sedentaria, la mantide religiosa durante il giorno si trasforma in una implacabile predatrice che attende immobile la sua vittima su uno stelo d'erba o su altri appigli della vegetazione e, quando questa è abbastanza vicina, scatta in avanti e l'afferra con le zampe anteriori.