Domanda di: Laura Fabbri | Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2026 Valutazione: 4.5/5
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I farmaci che sciolgono attivamente i trombi già formati sono i trombolitici (o fibrinolitici), come la streptochinasi, usati in emergenza per infarti o embolie. Invece, per prevenire o gestire la formazione dei trombi, si utilizzano eparina e anticoagulanti orali (es. warfarin, inibitori Xa), che aiutano il corpo a romperli e ne evitano l'ingrandimento.
Gli agenti trombolitici, fra cui l'alteplase, la tenecteplase e la streptochinasi, lisano i coaguli e possono risultare più efficaci rispetto alla sola eparina in pazienti con trombosi venosa profonda selezionati, ma il rischio di sanguinamento è più elevato che con l'eparina sola.
I farmaci trombolitici (o fibrinolitici) sono farmaci che "sciolgono" i coaguli di sangue (trombi ed emboli) attivando il sistema fibrinolitico del corpo per convertire il plasminogeno in plasmina, una proteasi che degrada la fibrina, ripristinando il flusso sanguigno in condizioni acute come infarto miocardico o ictus ischemico, e includono agenti di vecchia generazione (Streptochinasi, Urochinasi) e di nuova generazione (Alteplase, Reteplase, Tenecteplase).
Solitamente si ricorre all'eparina, somministrata per via endovenosa o sottocutanea per alcuni giorni, e agli anticoagulanti orali, che vanno assunti per almeno 3-6 mesi.
In questi casi (molto frequenti soprattutto in chi ha varici o subisce traumi), l'utilizzo dell'eparina ha essenzialmente scopo preventivo e si propone di impedire la formazione di ulteriori trombi all'interno del circolo venoso.