Nel sistema giuridico italiano, la legge che prevale è quella posta al vertice della gerarchia delle fonti: la Costituzione. Le norme inferiori, come leggi ordinarie, regolamenti o contratti collettivi (CCNL), non possono contrastare con la Costituzione o con le fonti di rango superiore, pena la loro illegittimità.
Nel sistema giuridico italiano, così come in molti altri sistemi, la gerarchia delle fonti del diritto segue una struttura piramidale, con la Costituzione al vertice, seguita dalle leggi, dai regolamenti e dalle fonti secondarie.
In diritto, il brocardo "lex specialis derogat generali" (che in latino significa: "la norma speciale deroga quella generale") esprime uno dei principi o criteri tradizionalmente utilizzati dagli ordinamenti giuridici per risolvere le antinomie normative: il criterio di specialità.
La Costituzione stabilisce che la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (art. 70). Ciò significa che per divenire legge un progetto deve essere approvato nell'identico testo da Camera e Senato.
Ebbene, un principio ampiamente consolidato nella giurisprudenza penale di legittimità, sancisce quanto segue: in materia urbanistica, mai nessuna legge regionale, neppure se promulgata dalle Regioni a statuto speciale, può derogare a quanto dispone e prevede la legge dello Stato.