Domanda di: Sig. Rufo Cattaneo | Ultimo aggiornamento: 16 giugno 2026 Valutazione: 4.2/5
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La carenza di vitamina D è comunemente causata da malattie autoimmuni (Hashimoto, psoriasi, lupus), patologie dell'apparato digerente che riducono l'assorbimento (celiachia, Crohn) e malattie metaboliche ossee (osteoporosi, osteomalacia, rachitismo). Anche obesità, diabete e malattie neurologiche (sclerosi multipla) sono collegate a bassi livelli.
La vitamina D bassa è causata principalmente da insufficiente esposizione solare, una dieta povera di alimenti ricchi di vitamina D (pesce grasso, latticini, tuorlo d'uovo) e problemi di assorbimento intestinale (celiachia, Crohn) o metabolici (malattie renali/epatiche). Anche l'età avanzata, l'obesità, l'uso di protezioni solari, alcuni farmaci e condizioni mediche come sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) possono contribuire alla carenza.
Riuscire a sfruttare il legame virtuoso tra colesterolo e vitamina D3 costituisce un utile rimedio all'accumulo di LDL in eccesso: l'esposizione al sole e la conseguente produzione di vitamina D rappresentano un modo per tenere il colesterolo sotto controllo e prevenire malattie cardiovascolari.
Tutto il resto della vitamina D che si può trovare nel nostro organismo si forma nella pelle a partire da un grasso simile al colesterolo, il 7-deidrocolesterolo, che viene trasformato per effetto dell'esposizione ai raggi UVB.
Le vitamine che possono aiutare ad abbassare il colesterolo sono principalmente la Vitamina C, per le sue proprietà antiossidanti che proteggono il LDL dall'ossidazione, e la Vitamina B3 (Niacina), che può aumentare il colesterolo HDL ("buono") e abbassare i trigliceridi, anche se quest'ultima richiede cautela e supervisione medica. Anche la Vitamina D3 può avere un impatto positivo, riducendo l'LDL e aumentando l'HDL.