La matematica non fu inventata da un solo popolo, ma si sviluppò parallelamente in diverse antiche civiltà a scopi pratici, con i primi contributi fondamentali risalenti ai Sumeri e Babilonesi (Mesopotamia, ~4000-3000 a.C.) per contabilità e commercio, e agli Egizi per la misurazione delle terre e la costruzione.
La matematica viene dall'Oriente e fino a quasi tutto il medioevo è sempre stata un prodotto orientale: la Grecia antica si può considerare la periferia dell'Oriente. Archimede di Siracusa (287?-212 a.C.) è il più “occidentale” matematico antico, ma i suoi riferimenti culturali erano tutti orientali.
e di Archimede di Siracusa (284-218 a.C. ca.), il padre della matematica,. Il primo è noto soprattutto per l'imponente opera Le Coniche nella quale definiva e studiava le sezioni coniche: ellisse, parabola e iperbole e che ebbe grande importanza nel mondo europeo. Archimede di Siracusa.
Uno dei primi matematici conosciuti è stato Talete di Mileto (624 ca. - 546 a.C.); è stato salutato come il primo vero matematico e il primo individuo conosciuto a cui è stata attribuita una scoperta matematica.
I Sumeri, o meglio gli scribi (erano gli unici a saper leggere e scrivere nella società sumera) utilizzavano delle tavolette di argilla per scrivere i numeri. Essi avevano inventato due simboli a forma di cuneo, uno verticale rappresentava il numero 1 ed una riga orizzontale il 10.