In base alla normativa vigente al 2025-2026, l'Agenzia delle Entrate può accertare le dichiarazioni dei redditi, IVA e IRAP presentate entro il 31/12 del 5° anno successivo (es. il 2019 scade il 31/12/2025). In caso di omessa dichiarazione, il termine sale a 7 anni (es. il 2017 scade il 31/12/2024 per omessa).
I termini ordinari e l'intreccio di varie normative fiscali Se si osservasse solamente la disciplina di base, la decadenza apparirebbe lineare: l'annualità 2019, dichiarata nel 2020, sarebbe accertabile fino al 31 dicembre 2025.
Questo significa che, ad esempio, se nel 2025 l'Agenzia delle Entrate vuole controllare una dichiarazione, può spingersi fino al 2020. Dopo questo periodo, salvo specifiche eccezioni, l'anno in questione è considerato “prescritto” e quindi non più passibile di accertamento.
Quanti anni indietro può andare il fisco per fare gli accertamenti fiscali?
Quanto tempo ha l'Agenzia delle Entrate per fare accertamenti? L'Agenzia delle Entrate può accertare IVA e redditi entro 5 anni (fino al 31 dicembre 2030 per il 2025), o 7 anni se omessa (fino al 31 dicembre 2032). Con i requisiti di riduzione, il termine scende a 3 anni (fino al 31 dicembre 2028).
Quale anno sta controllando l'Agenzia delle Entrate nel 2025?
Di conseguenza, nel 2023, l'Agenzia controllava regolarmente i redditi del 2017; nel 2024, quelli del 2018; nel 2025, quelli del 2019 e 2020; e così via, in base al principio di retroattività stabilito dalla normativa.