Quali conseguenze ebbe la conquista della Gallia da parte di Cesare?
Domanda di: Ing. Flaviana Marchetti | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2023 Valutazione: 4.2/5
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Ridotta a provincia, la Gallia venne definitivamente incorporata nel mondo romano: la sua resistenza le era costata un milione di morti e un milione di vivi aveva perso la libertà, cadendo in schiavitù.
In Gallia intervenne subito contro gli Elvezi che minacciavano la provincia romana, vincendoli a Bibratte (58), e contro il principe germanico Ariovisto, che si era stabilito nella Gallia, costringendolo a ripassare il Reno. Nel 57 vinse i Nervi e sottomise il paese dei Belgi.
Cesare decise che avrebbe dovuto affrontare il problema germanico. Egli riteneva, infatti, che sarebbe stato pericoloso, in futuro, continuare a permettere ai Germani di passare il Reno ed entrare in Gallia in gran numero.
Il suo metodo nelle operazioni militari era sempre lo stesso: andare incontro all'esercito nemico e distruggerlo. Che fossero gli elvezi in cerca di nuove terre, i germani del re Ariovisto che cercavano di stabilirsi in Gallia o il gallo ribelle Vercingetorige, Cesare riuscì a metterli alle corde e a sconfiggerli.
Perché Cesare si fece affidare il governo di un territorio povero come quello della Gallia Cisalpina e narbonese?
Esse erano la Gallia Cisalpina e quella Narbonese (l'odierna Provenza, in Francia). Da uomo geniale qual era, Cesare aveva intuito che la nomina a proconsole in quei territori gli avrebbe dato la possibilità di acquistarsi una gloria che ancora gli mancava: quella militare.