Con la morte di Traiano tutti i territori orientali occupati ad est dell'Eufrate, fino al golfo persico (comprese le nuove provincie di Mesopotamia ed Assiria, oltre a quella d'Armenia), furono abbandonati dal successore Adriano.
Alla morte di Traiano al trono salì Adriano, la cui adozione fu in extremis nel senso che era legato da parentela a Traiano, e quest'ultimo non voleva scegliere un erede della famiglia per cui fu un'adozione lenta. Anche l'aristocrazia senatoria sfociò in un complotto contro Adriano ma fu soppresso.
In quale territorio Traiano condusse vittoriose campagne militari?
Tra il 114 e il 117 combatté contro i Parti, conquistò Mesopotamia, Armenia e Siria, ma dovette presto rinunciare all'espansione a causa delle ribellioni che esplosero tra gli ebrei (115-117) e nei territori dell'Egitto, della Siria, della Cirenaica, di Cipro.
L'espansione territoriale di Roma proseguì sotto i regni di Traiano (98-117), Adriano (117-138) e la dinastia dei Severi (193-235), quando vennero annesse la Britannia, la Mauretania, la Germania superiore, la Dacia, la Tracia, la Licia, la Cappadocia, l'Arabia Petraea, l'Armenia e la Mesopotamia.
Sotto Traiano l'Impero romano raggiunse la sua massima estensione territoriale (5 milioni di chilometri quadrati), grazie alle conquiste di Armenia, Assiria e Mesopotamia, ma anche dei territori della Dacia e del regno di Nabatea (Arabia Petrea).