Per andare in pensione a 64 anni nel 2026, è necessario il perfezionamento della "pensione anticipata contributiva". I requisiti chiave includono 64 anni di età, almeno 20 anni di contributi effettivi (esclusi figurativi da malattia/disoccupazione) e un importo pensione non inferiore a 3 volte l'assegno sociale, ridotto per le donne.
Quanti contributi servono per andare in pensione a 64 anni?
Già oggi, però, chi sceglie di andare in pensione a 64 anni sfruttando questa possibilità deve considerare un vincolo contributivo più severo: dal 2025 sono necessari almeno 25 anni di contributi nella previdenza obbligatoria. dal 2030, l'asticella si alzerà ulteriormente fino a 30 anni di contributi obbligatori.
Quali sono le nuove regole per la pensione anticipata a 64 anni?
La riforma pensioni a 64 anni in Italia riguarda la Pensione Anticipata Contributiva, un'opzione per lavoratori interamente nel sistema contributivo (dal 1996) o misto, che nel 2026 vedrà l'età salire a 64 anni (con adeguamento automatico), ma richiede almeno 20 anni di contributi e un importo dell'assegno minimo (circa 3 volte l'assegno sociale, circa 1.620€ nel 2026) per uscire prima dei 67 anni, potendo integrare con fondi pensione o TFR per raggiungere la soglia.
Quali sono i requisiti per la pensione anticipata nel 2026?
Per la pensione anticipata ordinaria nel 2026 i requisiti restano invariati: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza età anagrafica minima, con finestra di 3 mesi. Esistono anche altre opzioni, come la Pensione per i precoci (41 anni di contributi per specifiche condizioni) e misure legate a lavori usuranti, ma per la maggior parte dei lavoratori restano i requisiti di contribuzione standard, con possibili adeguamenti legati all'età per le altre vie di uscita anticipata, come l'APE Sociale (63 anni + 30 anni di contributi) o la Quota 103 se maturata entro il 2025.
Nel 2026, le principali novità sulle pensioni anticipate riguardano la conferma dei requisiti della pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne), l'abolizione di Quota 103 e Opzione Donna, ma anche la proroga del "Bonus Giorgetti" (incentivo a restare al lavoro dopo i requisiti) e l'allungamento graduale delle finestre di attesa per l'erogazione. Per i contributivi puri restano le regole dei 64 anni con importo minimo, mentre si conferma l'aumento dei requisiti per l'anticipata ordinaria a causa dell'adeguamento all'aspettativa di vita.