Si considerano come vani utili il salone, la galleria, la camera o stanza e la cucina, quando quest'ultima è contenuta in uno spazio appositamente predisposto e con luce diretta (vedi Circolare n. 40/1939).
Ma cos'è il vano? Detto anche vano catastale utile, tecnicamente è quello spazio che va dal pavimento al soffitto delimitato da muri, avente luce diretta e una superficie libera che, in relazione al luogo e alla categoria dell'unità immobiliare, viene considerato normale.
I vani principali sono tutte quelle stanze la cui superficie può arrivare fino a 20 metri quadri. Possono quindi rientrare le camere da letto, le sale, i soggiorni o la cucina ed indipendentemente dalla propria superficie un vano viene considerato come un'unità.
I vani accessori diretti sono quei locali che sono indispensabili per il disimpegno interno o esterno di un'abitazione, ma che non hanno caratteristiche di vani utili. Questi locali possono essere ingressi, bagni, ripostigli e corridoi, e vengono considerati come ⅓ di unità ai fini del calcolo dei vani catastali.
Infatti i vani catastali sono i locali utili effettivi detti anche vani principali (camere, stanze, saloni, soggiorni, ecc.). In linea di massima l'ampiezza di un vano non può superare i 15/20 mq; I vani catastali principali vengono contati un vano; La cucina viene contata un vano indipendentemente dalla superficie.