Domanda di: Dr. Maria Ricci | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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I reati «propri», sono quei reati che, a causa della particolare natura del bene giuridico protetto, che si presta ad essere offeso soltanto da soggetti particolari, possono essere commessi da chi rivesta determinate «qualifiche» o «condizioni». Ad esempio, sono reati propri, il peculato (art.
I reati comuni sono quelli che chiunque può commettere, indipendentemente dalle caratteristiche soggettive. I reati propri, invece, sono quelli che solo soggetti che rivestono una determinata qualità, e che si trovano in una determinata situazione possono porre in essere.
I reati propri, a loro volta, si distinguono in due categorie: I reati propri esclusivi, in cui il fatto costituisce reato solo se commesso dall'intraneus, mentre è penalmente irrilevante se commesso da chi non possiede tale qualifica. Si pensi alla falsa testimonianza (art.
Il REATO PROPRIO è quello che può essere commesso solamente da un soggetto che riveste una particolare qualifica soggettiva, status, condizione, posizione, qualità personale che lo pone in un particolare rapporto con l'interesse protetto dalla norma; tale particolare “posizione” può essere o naturalistica (es.
Reati propri esclusivi: incriminano condotte che, senza la qualifica soggettiva dell'agente, sarebbero perfettamente lecite (ad es. l'abuso d'ufficio). Reati propri non esclusivi: incriminano condotte che, senza la qualifica soggettiva dell'agente, costituiscono comunque un reato comune (ad es. concussione–estorsione).