Quando è sconsigliato il linfodrenaggio?

Domanda di: Iacopo Ferrari  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Come tutte le terapie (poiché il linfodrenaggio è un metodo terapico), ci sono controindicazioni: il linfodrenaggio è severamente sconsigliato nei soggetti affetti da infiammazioni acute, tumori maligni, edema cardiaco.

Quando non fare linfodrenaggio?

Non va scordato il fatto che il linfodrenaggio è pur sempre una terapia, quindi ha delle controindicazioni. Non devono sottoporsi ad esso le persone che soffrono di stati infiammatori acuti, di tumori maligni, di edema cardiaco, di sbalzi pressori (pressione alta oppure pressione bassa, per intenderci).

Quali sono le controindicazioni del linfodrenaggio?

Principali controindicazioni:
  • Infiammazioni acute;
  • Tumori maligni;
  • Edema degli arti, dovuta ad insufficienza cardiaca;
  • Alterazioni della pressione, quali ipotensione o ipertensione;
  • Asma;
  • Infezioni generali o locali;
  • Trombosi venosa profonda.

Cosa succede dopo un massaggio linfodrenante?

La prima conseguenza di un buon drenaggio linfatico è infatti la scomparsa del gonfiore, l'eliminazione dei liquidi in eccesso (da subito) e la diminuzione graduale della cellulite. Ecco perché gode di buona fama soprattutto tra le donne.

Per chi è consigliato il massaggio linfodrenante?

Questo tipo di massaggio, in particolare, è indicato per tutti i tipi di edemi: linfedema (mal funzionamento del sistema linfatico) flebedema (mal funzionamento del sistema venoso) lipedema (o cellulite, creazione di macrocellule adipose di base genetica)

Linfodrenaggio: Quello che non vi hanno mai spiegato!