Al 5 febbraio 2026, non ci sono date confermate o leggi approvate per amnistia o indulto, sebbene le proposte emergano periodicamente a causa del sovraffollamento delle carceri (oltre 60.000 detenuti nel 2025). Questi provvedimenti richiedono una legge approvata a maggioranza dei due terzi dal Parlamento italiano.
L'eventuale morte di Papa Francesco, pur avendo un enorme impatto simbolico e spirituale per milioni di persone, non costituirebbe in sé una base giuridica o istituzionale per adottare un provvedimento di amnistia o indulto.
Su iniziativa legislativa del Governo giustificata da situazioni straordinarie o ragioni eccezionali, l'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera. La legge che concede l'amnistia o l'indulto stabilisce il termine per la loro applicazione.
Chi esce con l'indulto sono i condannati per reati commessi fino a una certa data (l'ultimo indulto è del 2006, valido per reati fino al 2 maggio 2006) che rientrano nei limiti di pena stabiliti (fino a 3 anni per le pene detentive, fino a 10.000€ per le pecuniarie), e che non siano esclusi dalla legge per reati particolarmente gravi (es. mafia, terrorismo, violenza sessuale), a meno che la legge non preveda diversamente, come nel caso dei recidivi, che possono beneficiarne in determinate condizioni, previa richiesta al giudice, e con rischio di revoca in caso di nuovi reati.
1. L'amnistia ha efficacia per i reti commessi fino a tutto il giorno 24 ottobre 1989. 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.