La cottura a vapore, o in pentola con acqua bollente, smorzerà quel sapore leggermente amaro… caratteristica che in realtà è bene ricordare come preziosa alleata per l'organismo, come ottimo depurativo di fegato e apparato gastrico.
Una volta cotti, i friarielli si possono condire con olio extravergine d'oliva e una spruzzatina di limone oppure si possono mescolare ad ingredienti dolci, come frutta secca o essiccata (consigliati uvetta, pinoli e semi di zucca), così da stemperarne il sapore amaro.
Innanzitutto, se hai acquistato i friarielli freschi, ricorda che questi possono essere conservati in un luogo fresco e privo di umidità per qualche giorno prima della cottura. Oppure puoi riporli in frigo, nell'apposito scomparto delle verdure, e consumarli entro una settimana.
A seconda della varietà seminata il ciclo colturale può durare da due a sei mesi. Solitamente è possibile mangiare i friarielli a partire da settembre fino a marzo. È importante raccogliere i friarielli quando le infiorescenze della pianta sono ancora giovani perché si ha la massima qualità del prodotto.
Che differenza c'è tra i friarielli e le cime di rapa?
Le cime di rapa sono un ortaggio appartenente alle crucifere della Brassica rapa campestris e comprendono foglie, steli e fiori. I friarielli, invece, pur appartenendo alla stessa famiglia, sono una sottovarietà più tenera, dagli steli esili e sottili.