Quando il tradimento è lecito?

Domanda di: Sig. Guido Giuliani  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Secondo la Cassazione [1], infatti, se l'infedeltà è posteriore al disgregamento dell'unione morale e materiale dei coniugi, tradire è lecito. Questo significa, in termini pratici, che l'adulterio non deve essere la causa, bensì la conseguenza di una convivenza divenuta ormai intollerabile per altre ragioni.

Quando il tradimento è giustificato?

Il coniuge tradito è giustificato se, a sua volta, e come reazione per la delusione, intrecci una relazione con un'altra persona. In tal caso, a subire l'addebito è il coniuge che per primo si è macchiato di adulterio. È infatti quest'ultimo l'unico responsabile per la fine della comunione coniugale.

Quando si può considerare tradimento?

Quando scatta il tradimento

Di solito si ritiene che l'infedeltà consista nel trasgredire alla regolarità della monogamia, che se non ha a che fare con il sesso e se non include contatti tra le parti intime del corpo, allora non conta.

Quando il tradimento non è causa di addebito?

Il tradimento non sempre è motivo di addebito, vale a dire, non comporta in ogni caso la perdita del diritto al mantenimento. L'infedeltà coniugale può determinare simili conseguenze se è la causa esclusiva della crisi tra i coniugi.

Quali prove di tradimento legalmente valide?

Le prove valide comprendono le testimonianze e la documentazione fotografica e video raccolta da un detective privato con appostamenti e pedinamenti.

TRADIMENTO: 10 cose da fare e non fare QUANDO LO SCOPRI | Avv. Angelo Greco