La casa spetta a un solo figlio se il genitore la dona o la lascia in testamento, rispettando però le quote di legittima per non incorrere nell'azione di riduzione da parte di altri eredi. È possibile tramite donazione diretta, donazione indiretta (pagamento del mutuo) o testamento. Senza testamento, se è figlio unico, eredita tutto.
Se uno dei figli ha già ottenuto beni di valore equivalente alla sua quota ereditaria, l'abitazione può essere assegnata all'altro senza particolari complicazioni.
Consente di destinare l'immobile al figlio prescelto lasciando ad altri beni mobili o somme di denaro, ma: ❗ Occorre rispettare la quota di legittima degli altri figli. Non si può lasciare tutto a uno, salvo che l'intero valore rientri nella quota disponibile.
In Italia, un figlio può essere diseredato solo in casi eccezionali di "indegnità successoria" previsti dalla legge, come tentato omicidio del genitore, reati gravissimi, calunnia, o aver alterato/falsificato il testamento; motivi di disaccordo, maleducazione o abbandono non sono sufficienti e in tali casi il figlio ha comunque diritto alla sua "quota di legittima", che può essere ridotta solo con una clausola di diseredazione specifica per la quota disponibile, ma non per la quota riservata per legge, a meno che non si verifino i casi di indegnità che richiedono una sentenza del giudice.
Come possono i genitori donare la casa di proprietà a uno solo dei figli?
Se l'intenzione è quella di donare un immobile a un solo figlio, è possibile procedere con un atto di donazione. Tuttavia, è importante considerare che la donazione potrebbe essere contestata dagli altri eredi se lede la loro quota di legittima.