Domanda di: Vinicio De luca | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2026 Valutazione: 4.9/5
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L'Italia ha perso il controllo dell'Etiopia nel 1941, durante la Seconda Guerra Mondiale, ponendo fine all'occupazione iniziata con la guerra del 1935-1936. Le truppe britanniche, insieme alla resistenza etiope, sconfissero gli italiani, portando alla fine dell'Africa Orientale Italiana (AOI) e al ritorno dell'imperatore Hailé Selassié nel maggio 1941.
Nel dopoguerra, con la firma del trattato di pace del 1947, venne stabilita la perdita di tutte le colonie ad eccezione della Somalia, posta sotto amministrazione fiduciaria italiana per conto dell'ONU nel 1950.
Il 5 maggio le truppe italiane entrarono nella capitale Addis Abeba e il maresciallo Badoglio telegrafò a Mussolini: "Oggi, 5 maggio alle ore 16.00, alla testa delle truppe vittoriose, sono entrato in Addis Abeba." In Italia la conquista dell'Etiopia segnò il punto di maggior consenso popolare al regime fascista.
Il 2 ottobre 1935 Mussolini annuncia l'inizio della guerra di conquista dell'Etiopia e il 5 maggio 1936 dal balcone di palazzo Venezia ne proclama la fine, celebrandola come la “guerra dei sette mesi” per indicarne la brevità.
Iniziò pertanto un'altra campagna imperialista italiana in Africa, molto tremenda. I fascisti riuscirono ad occupare l'Abissinia ed ad annetterla all'Impero coloniale italiano per cinque anni: «Nessun Impero della storia è durato così poco quanto quello d'Etiopia […] dal 1936 al 17 maggio del 1941» [11].