Domanda di: Laura Coppola | Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2023 Valutazione: 4.2/5
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-Si usa, o almeno si può usare, la virgola: negli elenchi di nomi o aggettivi, negli incisi (si può omettere, ma se si decide di usarla va sia prima sia dopo l'inciso); dopo un'apposizione o un vocativo e anche prima di quest'ultimo se non è in apertura di frase (Roma, la capitale d'Italia.
Significa che, a differenza di quanto accadeva prima delle modifiche introdotte nel 2012, la presenza di una virgola tra i nomi fa sì che solo il primo di essi potrà comparire nei documenti di identità rilasciati da ufficiali di Stato civile e di anagrafe.
Una regola importante per non commettere sbagli è che le virgole vanno messe sempre prima del verbo al gerundio. Ad esempio la frase risulta corretta se la riportiamo in questo modo: "Ho scritto una relazione sulle energie rinnovabili, mettendo in risalto il modo in cui possono aiutarci ad inquinare meno".
La virgola non si usa: tra soggetto e verbo (se altre parole si frappongono tra questi due elementi occorre prestare più attenzione); tra verbo e complemento oggetto; • tra il verbo essere e l'aggettivo o il nome che lo accompagni nel predicato nominale; • tra un nome e il suo aggettivo.
I nomi collocati dopo la virgola, invece, non compariranno nei certificati, ma potranno essere comunque utilizzati. Quindi, una persona che si chiama «Piero, Roberto» potrà sempre firmarsi in questo modo ossia «Pietro, Roberto» anche negli atti pubblici, senza per questo sbagliare.