Domanda di: Dr. Carlo Marchetti | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2026 Valutazione: 4.3/5
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La peronospora non "muore" facilmente, ma entra in una fase di quiescenza come oospora (spora resistente) nei residui vegetali infetti al suolo durante l'inverno, riattivandosi in primavera con piogge e temperature superiori a 10°C. Muore o inattiva con calore estremo (>30-35°C), siccità prolungata, rameici o rimozione dei residui.
Queste strutture di resistenza si formano in autunno nelle foglie infette e sono in grado di sopravvivere per più anni nei residui vegetali caduti sul terreno. Il potenziale infettivo delle oospore è molto elevato in maggio-giugno per decrescere nel corso della stagione fino ad agosto.
Una volta riconosciute le parti secche o le muffe che possono rivelare la presenza della Peronospora della vite, l'unico rimedio efficace è l'adozione di fungicidi a base di rame (consentiti in agricoltura biologica), elemento che limita la crescita del fungo e lo uccide.
Le relazioni ambiente-ospite-fungo sono conosciute da tempo: nel '47 Baldacci propose la nota regola dei "3-10", utilizzata per individuare il momento dell'infezione primaria, basata su 3 condizioni: 1) temperatura > 10°C - 2) almeno 10 mm di pioggia in 24-48 ore - 3) almeno 10 cm di lunghezza dei germogli.
In particolare, in agricoltura il bicarbonato di sodio viene sfruttato per combattere le malattie fungine, per esempio l'oidio oppure la peronospora, letali per qualsiasi specie di piante ortive: il melo, il limone, la zucca, il cetriolo sono solo alcune delle vittime.