Quando il titolare di un conto corrente muore, il denaro depositato, i titoli e quant'altro è collegato a quel conto spetta ai parenti per legge, secondo le quote stabilite dal Codice civile, o a chi è stato indicato dal defunto nel testamento, se c'è.
L'erede ha diritto a conoscere dalla banca presso cui il soggetto defunto aveva aperto il conto, l'effettiva giacenza del conto stesso. A tal fine l'erede deve recarsi presso l'istituto di credito e dimostrare la propria qualità di erede a mezzo di atto notorio e l'avvenuto decesso con il certificato di morte.
Nel caso di conto corrente intestato a una sola persona, nel momento in cui l'intestatario muore, i suoi soldi vanno agli eredi secondo quanto da questi indicato nel testamento o, in assenza di testamento, in proporzione alle quote di eredità spettanti secondo le regole del codice civile.
Cosa succede se si preleva dal conto di un defunto?
Chi preleva non potrà rinunciare all'eredità, perché prelevando manifesta la di lui volontà di subentrare pro quota nel patrimonio attivo e passivo del defunto. Quindi, il prelievo dal bancomat dopo il decesso del correntista, implica in capo all'erede che preleva una responsabilità patrimoniale, quindi civilistica.
In caso di decesso di un parente o congiunto, tutto il suo patrimonio passa normalmente agli eredi. Si tratta di immobili, mobili e di liquidità, come ad esempio i conti correnti, libretti di risparmio, titoli e polizze.