VIDEO
Trovate 38 domande correlate
Quando non è necessario richiedere il consenso dell'interessato al trattamento dei dati?
Il consenso non è richiesto ai sensi e per gli effetti dell'art. 6 del Regolamento Europeo 2016/679 quando i dati personali sono raccolti per adempiere ad obbligo di legge o per l'esecuzione di obblighi derivanti da un contratto in essere tra le parti.
Chi non ha l'obbligo di designare un DPO responsabile protezione dati?
i pagamenti dei dipendenti), non rientrano nell'obbligo di nomina del DPO se il trattamento dei dati è solo di supporto al "core business". Non è necessaria la designazione del DPO per soggetti, quali i liberi professionisti (avvocati, medici), che agiscono in forma individuale.
Chi è obbligato a rispettare il GDPR?
Tutti i titolari e i responsabili di trattamento, eccettuati gli organismi con meno di 250 dipendenti - ma solo se non effettuano trattamenti a rischio (articolo 30, paragrafo 5) - devono tenere un registro delle operazioni di trattamento, i cui contenuti sono indicati all'articolo 30.
Cosa bisogna fare per raccogliere un consenso valido?
Quando è necessario il consenso per il trattamento dei dati personali, affinché tale consenso sia valido devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
deve essere fornito liberamente; deve essere informato; deve essere fornito per uno scopo specifico;
Quali sono i primi 3 adempimenti in tema di GDPR?
Adempimenti di compliance GDPR: obblighi da non sottovalutare
l'adozione del registro delle attività di trattamento; le designazioni dei responsabili del trattamento; la messa in atto di misure di sicurezza tecnico-organizzative adeguate al rischio; la redazione di un corretto modello di consenso informato;
Quando si firma il consenso informato?
Il modulo di consenso deve essere firmato solo dopo aver ricevuto le informazioni.
Quanti tipi di consenso ci sono?
I 4 tipi di consenso sono: consenso espresso, consenso implicito, consenso opt-in e consenso opt-out.
Quando è ammesso il consenso tacito o presunto?
Il consenso deve essere, in tutti i casi, libero, specifico, informato e inequivocabile e non è ammesso il consenso tacito o presunto. Inoltre, può essere revocato in qualsiasi momento senza che l'azione pregiudichi la liceità del trattamento basata sul consenso prima della revoca.
Chi deve dimostrare il consenso al trattamento dei dati?
Qualora il trattamento sia basato sul consenso, il titolare del trattamento deve essere in grado di dimostrare che l'interessato ha prestato il proprio consenso al trattamento dei propri dati personali.
Cosa si intende per consenso ai sensi del GDPR?
Il consenso viene definito dal GDPR come qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell'interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento ( ...
Cosa prevede l'articolo 39 del GDPR?
EU RGPD. "Compiti del responsabile della protezione dei dati" e) fungere da punto di contatto per l'autorità di controllo per questioni connesse al trattamento, tra cui la consultazione preventiva di cui all'articolo 36, ed effettuare, se del caso, consultazioni relativamente a qualunque altra questione.
Quando è richiesto il consenso?
Solo nel momento in cui l'azienda decida di prendere in considerazione il curriculum e di contattare il candidato, dovrà chiedere il consenso e fornire le informazioni riguardo le finalità del trattamento dei dati personali e/o sensibili del candidato.”
Come dimostrare il consenso?
Per dimostrare di aver ottenuto un valido consenso è necessario documentare adeguatamente la procedure di acquisizione e fornire la documentazione utile a dimostrare l'azione positiva inequivocabile dell'interessato. Serve poi archiviare la versione dell' informativa privacy fornita all'interessato.
Quali sono i requisiti che deve avere il consenso?
L'art. 4, co. 1, n. 11, ne elenca i requisiti: il consenso deve essere libero, inequivocabile, specifico, informato, verificabile e revocabile.
Cosa rientra nella privacy?
l'origine razziale o etnica le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche. l'appartenenza sindacale. i dati genetici e i dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica. i dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all'orientamento sessuale della persona.
Quali sono i dati protetti dalla privacy?
le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere; le opinioni politiche; l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale; lo stato di salute, la vita sessuale, l'orientamento sessuale.
In che paesi si applica il GDPR?
Il GDPR si applica automaticamente a ogni stato membro della UE oltre che dello Spazio Economico Europeo (EEA).
Per quale delle categorie seguenti è sempre obbligatoria la figura del responsabile protezione dati?
Il DPO in ambito privato è obbligatorio anche per tutte le organizzazione che trattano come attività principale dati sensibili (o meglio particolari secondo il regolamento) oppure dati giudiziari su larga scala, rientrano in tale previsione ospedali, assicurazioni e istituti di credito eccetera.
Che differenza c'è tra DPO e RPD?
DPO sta per Data Protection Officer, figura che in italiano viene chiamata Responsabile della Protezione dei Dati (RPD). Non è secondario conoscere il nome nella nostra lingua: nel testo italiano del GDPR la sigla DPO non compare e non si riuscirebbe mai a trovarlo!
Dove è obbligatorio il DPO?
L'attività principale dell'impresa consiste nella sorveglianza, ma questa, a sua volta, è legata in modo inscindibile al trattamento di dati personali. Ciò comporta che gli ospedali e le imprese di sorveglianza come quella prima descritta, secondo il WP29, sono tenuti a nominare un DPO.