Domanda di: Ing. Silverio Bernardi | Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2023 Valutazione: 5/5
(22 voti)
Seppur dotato di molteplici proprietà benefiche, il peperoncino deve però essere evitato in alcuni casi. Lo sanno bene coloro che soffrono di reflusso gastroesofageo, sindrome del colon irritabile, sindrome emorroidaria, ulcera gastrica e malattie infiammatorie intestinali in fase acuta.
Meglio evitarli quindi se si soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo o ulcera, per non aggravare la situazione. Per il peperoncino è anche da considerare che, in caso di abuso continuativo, può esercitare azione irritante sulla prostata favorendo fastidiose infiammazioni (prostatiti).
Il peperoncino non si presta ai regimi nutrizionali per la cura delle patologie esofagee, gastriche e intestinali. Si consiglia di fare particolarmente attenzione in caso di acidità di stomaco, malattia da reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera, colon irritabile, emorroidi e ragadi anali.
Quali sono gli effetti collaterali del peperoncino?
Irrita le mucose
Inoltre, è sconsigliato il consumo di peperoncino alle persone che soffrono di particolari patologie (ulcera, gastroenterite, emorroidi, epatite, cistite), ai bambini di età inferiore ai 12 anni (perchè hanno un apparato digerente delicato) ed alle donne in gravidanza o in allattamento.
Chi ha la pressione alta può mangiare il peperoncino piccante?
Inoltre, il consumo regolare di peperoncino sembrerebbe associarsi a un ridotto rischio di ipertensione arteriosa (elevati valori di pressione arteriosa), soprattutto nelle donne.