Quando preoccuparsi per la crescita di un bambino?

Domanda di: Tosca Gatti  |  Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2023
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Se il bersaglio genetico è invece nella norma (>154 cm per le femmine, >164 cm per i maschi) con età ossea ritardata di circa 2 anni o più è possibile la diagnosi di “ritardo costituzionale dello sviluppo”. In caso di età ossea adeguata per l'età cronologica ripensare alla “bassa statura familiare”.

Come capire se un bambino ha problemi di crescita?

I sintomi tipici dei disturbi della crescita possono essere rappresentati da:
  1. Discrepanza di crescita in età (peso e statura uguali a quelli di bambini di età inferiore)
  2. Mancanza di appetito.
  3. Pianto.
  4. Pallore.
  5. Vomito frequente.
  6. Diarrea.
  7. Costipazione.
  8. Disturbi legati al sonno.

Quando preoccuparsi se un bambino non cresce?

Per i bambini con bassa statura ma con velocità di crescita normale (di almeno 5 cm l'anno tra i 4-6 anni, e almeno 4 cm l'anno tra i 6 anni e la pubertà) e nessun altro sintomo è consigliata una valutazione dell'età ossea. Tale determinazione si effettua con una radiografia della mano e del polso.

Quando si parla di ritardo di crescita?

Il ritardo di crescita è definito come un peso costantemente basso per età e sesso (al di sotto del 3°-5° percentile) oppure come una riduzione significativa dei percentili di crescita rispetto al tasso di accrescimento atteso. Le cause sono molteplici, ma la base fisiologica è sempre un'inadeguata nutrizione.

Cosa comporta il ritardo della crescita?

I neonati e i bambini con ritardo della crescita sono sottopeso, perdono peso o non crescono al ritmo normale. Nel lungo periodo, il ritardo della crescita può causare, problemi di apprendimento, comportamento e sviluppo, specialmente se si verifica durante il primo anno di vita del bambino.

I percentili di crescita