Quando preoccuparsi per una scossa?

Domanda di: Dott. Grazia Galli  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Di conseguenza, chi prende la scossa deve andare all'ospedale o farsi visitare da un medico anche se apparentemente sta bene. Se la persona comincia ad accusare vari disturbi come tachicardia, aritmia, insufficienza respiratoria o crampi al petto, bisogna allertare immediatamente i soccorsi.

Cosa fare dopo piccola scossa?

Non perdere tempo e chiamare immediatamente i soccorsi. Nel frattempo, se la vittima è in stato di incoscienza, va fatta sdraiare supina accertandosi se respira e se il cuore pulsa. Se c'è un arresto cardiaco e respiratorio si deve procedere alla cosiddetta rianimazione cardiopolmonare.

Cosa può succedere dopo aver preso la scossa?

Le irregolarità del battito cardiaco possono verificarsi anche ore dopo la scossa. Passando attraverso il corpo, la corrente elettrica ne riscalda i tessuti, causando tipiche ustioni elettriche che possono interessare solo l'epidermide, se la tensione elettrica è bassa, o anche gli strati sottocutanei e profondi.

Quando una scossa elettrica è pericolosa?

20 milliampere: tetanizzazione muscolare. 20-50 milliampere: paralisi dei muscoli respiratori con possibile conseguente arresto respiratorio. 50-100 milliampere: soglia di fibrillazione ventricolare. 2 ampere: arresto cardiaco e danni severi agli organi interni.

Quanto dura una scossa?

La durata media di una scossa è molto al di sotto dei 30 secondi; per i terremoti più forti può però arrivare fino a qualche minuto.

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