Il fallimento è uno stato sia oggettivo, legato all'insolvenza imprenditoriale (debiti oltre €30.000 non pagati) secondo Borsa Italiana, sia una percezione soggettiva di inadeguatezza, spesso derivante dal mancato raggiungimento di obiettivi personali, dal confronto con gli altri, o dalla paura del fallimento, secondo Santagostino e www.diventarefelici.it.
Il fallimento è considerato una risposta emotiva a situazioni in cui una persona non riesce a raggiungere un obiettivo desiderato. Non si tratta solo del fatto oggettivo di non riuscire in un'impresa, ma anche del modo in cui una persona percepisce e reagisce a questo evento.
e n.m. [f. -a] 1 (dir.) si dice del titolare di una impresa fallita 2 che, chi nella vita ha visto cadere tutte le proprie ambizioni: un attore fallito; sentirsi un fallito.
Il termine stato fallito usato per la prima volta da Madeleine Albright, ex segretario di Stato americano, viene spesso usato dai commentatori politici e giornalisti per descrivere uno Stato responsabile di non aver saputo realizzare alcune delle condizioni di base e le responsabilità di un legittimo Stato sovrano.
Sul piano patrimoniale il fallimento produce, quindi un duplice effetto: privativo a carico del fallito, che perde la capacità di disporre del proprio patrimonio, ed attributivo in favore del curatore, al quale in forza dell'art. 31 L.F. spetta l'amministrazione del patrimonio fallimentare(2).