Quando serve il contrasto nella TAC?

Domanda di: Olimpia Ferrari  |  Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2023
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A cosa serve il mezzo di contrasto nella TAC? Per via della sua composizione a base di iodio, elemento che assorbe le radiazioni, permette di evidenziare, durante lo svolgimento dell'esame, i vasi sanguigni, i linfonodi ed eventuali formazioni anomale (benigne o maligne) che si impregnano del mezzo di contrasto.

Quando si richiede una TAC con contrasto?

I medici ricorrono alla TAC con contrasto quando vogliono analizzare nei dettagli le arterie, le vene e i linfonodi, e quando vogliono raccogliere immagini ricche di particolari relativamente agli organi parenchimali, quali per esempio fegato, reni, polmoni oppure cervello.

Quando è necessario il mezzo di contrasto?

Il mezzo di contrasto si utilizza quando si vogliono ottenere immagini più dettagliate e accurate di alcune parti del corpo, come le vene, le arterie, i parenchimi e i linfonodi. In questo modo è più semplice evidenziare eventuali emorragie, lesioni, malattie croniche, infiammatorie e oncologiche.

Qual è la differenza tra la TAC con contrasto e senza?

La differenza tra una TAC svolta senza l'impiego del mezzo di contrasto ed una nella quale l'apposito liquido viene somministrato al paziente consiste nella sola possibilità, data da quest'ultima, di esaminare con maggiore chiarezza il flusso di sangue che interessa l'area sottoposta all'accertamento.

Cosa si riesce a vedere con la TAC senza contrasto?

Il tubo radiogeno, l'elemento che emette i raggi X, ruota attorno al paziente, sdraiato su un lettino che si muove orizzontalmente. Le radiazioni che attraversano il corpo del paziente vengono poi trasformate in segnali elettrici analogici e convertite in dati digitali.

Il mezzo di contrasto negli esami Tac. Rischi e Benefici