L'apostrofo è obbligatorio con l'articolo determinativo maschile singolare lo (l'imbuto, l'oboe; davanti a semiconsonanti abbiamo sempre l'apostrofo, l'uomo, ma lo iodio, piuttosto che l'iodio) e si trova usato sistematicamente anche con il femminile la (l'anima, l'onda, l'iscrizione, piuttosto che la iscrizione).
Per gli articoli plurali, è possibile elidere gli con parole che cominciano per i (gl'italiani, gl'incolti) e troverete l'erbe in Petrarca e Leopardi, ma di fatto gli e le oggi non vogliono l'apostrofo.
Gli articoli lo e gli sono usati davanti a parole che iniziano con s + consonante, gn, pn, ps, z, x, y, j e i + vocale. Per esempio: lo psicologo, lo zucchero, lo iodio, gli studenti, gli zii.
LO e GLI si usano prima dei nomi maschili che iniziano per Z, S+consonante, GN, PS e PN (lo zio, lo struzzo, lo gnocco, lo psicologo, lo pneumatico; gli gnomi, gli squali, gli zaini, gli pseudonimi, gli pneumatici), come pure davanti a X e Y (lo xilofono, lo yogurt).
Siamo così arrivati alla regola: dopo un dovrete scrivere l'apostrofo sempre e solo se la parola successiva è di genere femminile. In questo caso, infatti, la forma un deriva da una, la cui a finale cade per elisione davanti alla vocale successiva.