Quando si deve fare la risonanza magnetica?

Domanda di: Umberto D'angelo  |  Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2023
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La risonanza magnetica viene eseguita per visualizzare ed indagare tutte le parti del corpo: addome, torace, muscoli, articolazioni e l'apparato scheletrico. Viene utilizzata per studiare patologie di origine diversa in ambito neurologico, cardiologico, ortopedico, traumatologico, gastroenterologico e oncologico.

Quando è necessaria una risonanza magnetica?

Risonanza magnetica: quando è richiesta

sistema nervoso (tumori cerebrali e del midollo spinale, ictus, epilessia, morbo di Alzheimer); apparato muscolo-scheletrico (ernie del disco, patologie dei dischi intervertebrali, danni ai muscoli e alle articolazioni, fratture di ossa e cartilagini);

Quali malattie si vedono con la risonanza magnetica?

La risonanza magnetica consente la diagnosi di patologie neurologiche come l'ictus, i tumori cerebrali, i tumori del midollo spinale, il morbo di Alzheimer e l'epilessia.

Chi deve fare la risonanza magnetica?

Essa può essere eseguita a chiunque, fatta eccezione per chi presenta dispositivi metallici (pacemaker ecc.). Si tratta di una procedura di radiologia che è svolta nella maggior parte degli ospedali e delle cliniche. Il medico che esegue questo tipo di esame è il medico radiologo.

Quando si usa la TAC e quando la risonanza?

TAC e risonanza magnetica sono entrambi esami di diagnostica per immagini, con la differenza tuttavia che, mentre la prima sfrutta i raggi X, la seconda utilizza le potenzialità dei campi magnetici.

Procedura esame Risonanza Magnetica