Quando si ha carenza di legittimazione attiva?

Domanda di: Emilia Santoro  |  Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2023
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Il difetto di legittimazione attiva consiste, secondo la Cassazione, nella mancanza della titolarità del rapporto giuridico dedotto in giudizio, per inesistenza del diritto o per essere di un terzo il diritto fatto valere, sicché la relativa pronuncia è una decisione di merito e non di rito, idonea a passare in cosa ...

Quando manca la legittimazione attiva?

La legittimazione ad agire mancherà tutte le volte in cui dalla stessa prospettazione della domanda emerga che il diritto vantato in giudizio non appartiene all'attore. La titolarità del diritto sostanziale attiene invece al merito della causa, alla fondatezza della domanda.

Cosa comporta il difetto di legittimazione attiva?

Difetto di legittimazione processuale

La legittimazione processuale deve preesistere alla preposizione della domanda e la sua mancanza comporta l'inammissibilità della domanda stessa e l'impossibilità per il Giudice di pronunciarsi nel merito.

Cosa si intende per legittimazione attiva?

La legittimazione ad agire consiste nella titolarità del diritto azionato, tale titolarità tuttavia non deve essere concretamente accertata, bensì solo affermata dall'attore in senso sostanziale (legittimazione attiva) nei confronti del convenuto in senso sostanziale (legittimazione passiva).

Quando viene meno l'interesse ad agire?

Più numerose invece sono le ipotesi di carenza dell'interesse ad agire nel campo delle azioni di accertamento, carenza che ricorrerà ogni volta in cui sia mancata e manchi una contestazione reale, attuale e concreta, da parte dell'avversario, in ordine ad un determinato diritto.

La carenza di legittimazione attiva nella cartolarizzazione