Così, in relazione ai periodi d'imposta il cui termine di decadenza scade(va) il 31.12.2020 (ad esempio, 2015, in caso di dichiarazione presentata, e 2014, in caso di dichiarazione omessa), per effetto dell'operatività di tale proroga il termine di decadenza risulta(va) successivo al 31.12.2020.
Un esempio chiarificatore: dichiarazione dei redditi 2018 (presentata) ma relativa al reddito prodotto nel 2017, il termine di accertamento decade, quindi si prescrive nel dicembre del 2023; Totale omissione dei redditi prodotti nel 2017 e che avrebbero dovuto essere dichiarati nel 2018, il termine di accertamento ...
Dunque, come indicato nel punto 2.1 della circolare, il termine di accertamento dei modelli REDDITI, IVA, 770 e IRAP 2016 (anno d'imposta 2015), in scadenza a fine anno, slitta a fine 2022.
Che anno sta controllando l'Agenzia delle Entrate?
Il 26 marzo 2022 è scaduto il termine di accertamento per quelle omesse. Questo significa che il 2015 è sepolto a tutti gli effetti e non potrà essere messo in discussione dall'Agenzia delle Entrate.
Ed il tutto fermo restando che il Fisco per far pagare le tasse ai cittadini può andare indietro fino a 5 anni. Anni indietro che salgono a 7 quando le tasse non pagate sono riconducibili ad una dichiarazione che non è stata mai presentata. E quindi è del tutto omessa.