Quando si va in setticemia?

Domanda di: Selvaggia Costantini  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Si parla di setticemia quando si rileva la presenza di un germe nel sangue. Di solito tali germi provengono da focolai infettivi localizzati in altre sedi dell'organismo. La sepsi rappresenta una vera e propria emergenza medica.

Come viene la setticemia sintomi?

Per arrivare alla diagnosi di shock settico, il paziente deve soffrire dei sintomi della setticemia o sepsi grave (in particolare confusione, disorientamento, diarrea, nausea e/o vomito e pelle fredda e pallida), unita a una pressione estremamente bassa e che non risponde più a eventuali trattamenti.

Come si può prendere la setticemia?

Le cause della setticemia sono varie. Può, infatti, essere provocata da infezioni batteriche in qualche parte del sangue, come pelle e polmoni, che permettono ai batteri di propagarsi attraverso il sangue. Spesso, non è possibile identificare la fonte precisa dell'infezione.

Quanto si vive con la setticemia?

La durata è di pochi giorni o settimane. La mortalità è molto elevata. Tale quadro morboso era noto agli antichi; lo si vedeva tener dietro talora a ferite suppuranti o putride, onde il nome di "setticemia" perché si riteneva dipendesse da putrefazione dei secreti delle ferite e di costituenti dell'organismo.

Che succede quando si va in setticemia?

Quando la risposta del sistema immunitario per eliminare l'infezione si espande, provocando la comparsa di una risposta infiammatoria diffusa all'intero organismo, si parla di sepsi. Questa patologia può portare alla formazione di coaguli di sangue, che possono dare origine a veri e propri trombi.

Setticemia, prevenzione e diagnosi. Intervista al prof. Gabriele Sganga