Quando un fattore di confondimento genera un'associazione apparente fra un'esposizione ed un esito di salute si parla di?

Domanda di: Dr. Eufemia Silvestri  |  Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2026
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Quando un fattore di confondimento genera un'associazione apparente (o ne maschera una reale) fra un'esposizione ed un esito di salute, si parla di confondimento o, più precisamente, di distorsione causata da un confondente. Tale fenomeno produce un'associazione "spuria" o falsa tra le variabili.

Cosa sono i fattori confondenti?

I fattori di confondimento o confounders sono fattori che intervengono a “confondere” l'associazione fra esposizione e esito. Il fattore di confondimento è associato in maniera indipendente sia all'esposizione che all'esito.

Come si classificano gli indicatori?

Gli indicatori possono ovviamente essere classificati anche per tipo di servizio (preventivo, acuto, cronico), per funzione svolta (ad esempio prevenzione primaria, prevenzione secondaria, diagnosi, terapia, follow up, riabilitazione) e per disciplina (chirurgia generale, psichiatra, ecc.).

Cosa sono le variabili confondenti?

Affinché una variabile possa considerarsi “confonditore” deve soddisfare tre criteri: 1) deve essere causa della malattia; 2) deve essere associata, in modo causale o non causale, con l'esposizione; 3) non deve essere un effetto dell'esposizione e non deve trovarsi nella catena causale fra esposizione e malattia (1).

Che cos'è un fattore di confondimento?

Un fattore di confondimento è una variabile in grado di produrre un'associazione apparente (confondimento positivo), oppure il mascheramento di un rapporto realmente esistente (confondimento negativo) tra un'esposizione ed un esito di salute.

9. La causalità ed il confondimento