Domanda di: Sebastian Conti | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2026 Valutazione: 4.7/5
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L'IVA sui formaggi in Italia è generalmente del 4%. Questa aliquota agevolata si applica alla maggior parte dei prodotti caseari come bene di prima necessità. Tuttavia, l'aliquota del 10% potrebbe applicarsi in casi specifici o se il prodotto è miscelato con altri ingredienti in modo rilevante.
L'IVA ridotta al 4% si applica a beni essenziali come frutta, verdura e cereali. Questi prodotti di prima necessità beneficiano di un'aliquota inferiore per ridurre il costo al consumatore. I formaggi e burro rientrano nel regime del 10%, poiché considerati alimenti base ma non di primissima necessità.
L'Iva al 10% si applica sulla differenza tra l'importo complessivo dell'intervento e il costo dei beni significativi (a – c = 10.000 - 6.000 = 4.000). Sul valore residuo dei beni (2.000 euro) l'Iva si applica nella misura ordinaria del 22%. I “beni significativi” sono stati individuati dal decreto 29 dicembre 1999.
Secondo i chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate, l'aliquota Iva del 4 % riguarda le cessioni di latte fresco pronto per il consumo alimentare.
L'imposta sul valore aggiunto (Iva) – continua la Coldiretti – aumenta infatti dal 10 per cento all'11 per cento per carne, pesce, yogurt, uova ma anche per riso, farine, miele e zucchero, mentre il rincaro è dal 21 al 22 per cento riguarda il vino, birra, acqua minerale ed anche specialità nostrane come il tartufo.