Domanda di: Graziano Costa | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2023 Valutazione: 4.9/5
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Una regola generale è che sia garantita una pausa di dieci minuti, purché la durata del lavoro sia almeno di 6 ore. Generalmente, in un orario di 8 ore di lavoro, le pause minime obbligatorie, incluse quelle di dieci minuti, sono distribuite in modo da permettere al lavoratore di rilassarsi e rigenerarsi.
La legge fissa una pausa minima di 10 minuti, che il datore di lavoro può aumentare (per numero e per durata). Tuttavia, è bene sapere che la pausa non è retribuita: se l'orario lavorativo prevede quattro ore, una pausa pranzo di un'ora, e altre quattro ore, ad essere retribuite sono solo le otto ore di lavoro.
Indipendentemente dalla durata, la pausa pranzo è sempre retribuita. La retribuzione spetta ai soli lavoratori che hanno diritto alla pausa, i quali, come abbiamo visto, sono coloro che lavorano per più di 6 ore consecutive.
In generale, ogni lavoratore o lavoratrice ha diritto a una pausa di almeno dieci minuti, a patto che l'orario di lavoro sia minimo di 6 ore. È la cosiddetta pausa caffè, necessaria per sgranchirsi le gambe, scambiare due chiacchiere, allontanare lo sguardo dallo schermo del computer e magari prendere proprio un caffè.
Quante pause si possono fare durante l'orario di lavoro?
Limiti legali sul numero di pause
Se la giornata lavorativa supera le 6 ore, i dipendenti hanno diritto a una pausa di almeno 15 minuti, detta “pausa breve”. Se la giornata lavorativa supera le 9 ore, i dipendenti hanno diritto a una pausa di almeno 30 minuti, chiamata anche “pausa pranzo”.