La formazione del petrolio è un processo geologico estremamente lento che richiede da 10 a oltre 100 milioni di anni. Deriva dalla decomposizione di sostanze organiche (microorganismi marini, alghe, piante) accumulatisi sui fondali in assenza di ossigeno, sottoposte a pressioni e temperature elevate per ere geologiche.
Il petrolio si forma in milioni di anni (da decine a centinaia di milioni), attraverso un lentissimo processo geologico che trasforma la materia organica (resti di microorganismi marini e piante) sepolta sotto strati di sedimenti, sottoposta a pressione e calore crescenti nel sottosuolo, in idrocarburi, un processo che continua ancora oggi in condizioni favorevoli.
A) deposizione di resti di alghe, protozoi e piccoli animali sul fondale marino; B) sprofondamento dei sedimenti e formazione del kerogene; C) formazione degli idrocarburi e loro migrazione verso l'alto; D) accumulo degli idrocarburi nella roccia serbatoio.
Il petrolio è un combustibile fossile, così come il carbone e il gas naturale. Tali combustibili sono prodotti da resti di piante e animali morti centinaia di milioni di anni fa, quando l'uomo non era ancora comparso sulla Terra.
Ci sono 1,77 trilioni di barili di riserve di petrolio accertate nel mondo al 2025. Il mondo possiede riserve accertate equivalenti a 47,2 volte il suo consumo annuo. Questo significa che ha petrolio per circa 47 anni (ai livelli di consumo del 2024 ed escludendo le riserve non accertate).