I "giorni di prova" (periodo di prova) sono una fase iniziale nel contratto di lavoro che permette a datore e lavoratore di valutare il rapporto, terminabile senza preavviso. Dal 2025, la durata nei contratti a termine è proporzionale: 1 giorno di prova per ogni 15 giorni di calendario, con limiti massimi fissati dalla legge (es. 15 gg per contratti < 6 mesi, 30 gg per contratti 6-12 mesi), ma i CCNL possono prevedere condizioni più favorevoli.
In ogni caso, per i contratti di durata non superiore a 6 mesi, il periodo di prova non può essere inferiore a 2 giorni né superiore a 15 giorni. Per i contratti con durata superiore a 6 mesi ma non superiore a 12 mesi, il limite massimo è 30 giorni.
Ad esempio, un periodo di prova di “6 mesi” (come previsto per i Quadri del CCNL Commercio) si calcola semplicemente sommando sei mesi dalla data di assunzione, indipendentemente dai giorni effettivamente lavorati.
Cosa significa "periodo di prova 1 giorno ogni 15"?
Per i contratti a termine, la durata del periodo di prova è ora fissata in 1 giorno di effettiva prestazione per ogni 15 giorni di calendario, a partire dalla data di inizio del rapporto.
Qual è la durata del periodo di prova per il tempo indeterminato nel 2025?
Da 2 a 15 giorni per contratti fino a 6 mesi. Fino a 30 giorni per contratti da 6 a 12 mesi. Per contratti oltre 12 mesi, il periodo di prova resta proporzionale alla durata complessiva del rapporto.