Domanda di: Ing. Rocco Ricci | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2026 Valutazione: 4.7/5
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Il più grave disastro nel trasporto marittimo italiano è il rogo del Moby Prince (10 aprile 1991), in cui morirono 140 persone. Nell'incidente, la nave si scontrò con la petroliera Agip Abruzzo nel porto di Livorno; ci fu un solo superstite tra passeggeri ed equipaggio.
La sera del 10 aprile 1991, il Moby Prince entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo mentre usciva dal porto di Livorno per una traversata di linea verso Olbia, scatenando un vasto incendio. Nel rogo morirono 140 delle 141 persone a bordo, tra equipaggio e passeggeri.
Nel disastro morirono 32 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Tra i 32 morti, alcuni sono tra coloro che non riuscendo a scendere dalle scialuppe poste sul lato sinistro della nave, hanno dovuto attraversarla per intero, in pendenza e per giunta al buio.
A bordo del più grande transatlantico mai costruito dall'uomo fino ad allora – lungo 271 metri e largo 30, con un peso di oltre 60mila tonnellate – c'erano 2.228 persone, tra passeggeri e membri dell'equipaggio. I morti furono più di 1.500, i sopravvissuti 705.