In Finlandia, la percentuale della forza lavoro disoccupata da un anno o più, si attesta attualmente all' 1,2%, una percentuale leggermente inferiore rispetto alla media OCSE dell'1,3%.
Secondo i nuovi numeri pubblicati in ottobre dal Tilastokeskus (l'Istat finlandese), lo stipendio mediano finlandese l'anno scorso è aumentato di 86€ rispetto al 2020, salendo a 3.314€ mensili (lordi, le tasse in finlandia sono progressive e individuali). Il salario medio è invece di 3.734€.
I settori più importanti dell'economia finlandese nel 2020 sono stati l'industria (20,3%), l'amministrazione pubblica, la difesa, l'istruzione, la sanità e l'assistenza sociale (20,6%), il commercio all'ingrosso e al dettaglio, i trasporti, i servizi alberghieri e di ristorazione (14,0%).
Le cose funzionano bene in Finlandia: i servizi pubblici procedono senza intoppi, il livello di criminalità e corruzione è molto basso e il governo si è guadagnato la fiducia dei cittadini. Tutto ciò contribuisce a una società ben funzionante e a una cultura che punta molto sull'inclusione.
L'economia della Finlandia, con un valore di 180,29 miliardi di euro nel 2010 è la tredicesima per dimensione dell'Unione europea e conta per appena l'1,4% del PIL dell'Unione. È tuttavia un'economia molto sviluppata, con un PIL pro-capite a parità di potere d'acquisto superiore del 16% alla media europea.